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Divorzio breve è legge, ok definitivo dal Parlamento Relatrice, è norma civiltà atte

Dopo oltre 40 anni l’Italia mette in atto una svolta sul divorzio. Dopo battaglie, ostracismi, rinvii, si accorciano i tempi per chi vorrà porre fine al proprio matrimonio. L’Italia, grazie al voto alla Camera nel quale si è registrato un forte consenso (398 sì, 28 no e 6 astenuti) ha il suo divorzio breve. Il che significa che non saranno più necessari 3 anni per dirsi addio, come previsto dalla riforma della legge Fortuna-Baslini, ma solo 6 mesi, se la separazione è consensuale, e al massimo un anno se si decide di ricorrere al giudice. “Un altro impegno mantenuto. Avanti, è la #voltabuona”, scrive il premier Matteo Renzi in un tweet. Soddisfazione per i due relatori del ddl, Luca D’Alessandro (Fi) e Alessia Morani (Pd) (“politica dei fatti, non delle parole”). Le perplessità non sono mancate. C’è chi, come qualche esponente della Lega, ha chiamato in causa l’assenza di tutela dei figli, chi, come qualche deputato di Ap, Fi e Fdi, il pericolo che i tempi brevi possano intaccare la stabilità della famiglia. La legge approvata dalla Camera contiene numerose novità. I tempi, innanzitutto. Fino a oggi lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio poteva essere chiesto da uno dei coniugi non prima di tre anni di separazione. Con il divorzio breve il termine scende a 12 mesi per la separazione giudiziale e a 6 mesi per quella consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. Novità, poi, sulla comunione dei beni che si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale; prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione. Infine c’è l’applicazione immediata: il divorzio breve sarà operativo anche per i procedimenti in corso. Non è stato affatto facile arrivare a questo punto. E pensare che nel 1800 il Codice di Napoleone già consentiva di sciogliere i matrimoni civili, (ma serviva il consenso dei genitori e dei nonni). Ma con l’Italia unita, il divorzio rimase un tabù: Nel 1902 non fu approvata una direttiva del governo Zanardelli che prevedeva il divorzio solo in caso di adulterio, lesioni al coniuge, condanne gravi. Bisogna così arrivare alla seconda metà degli anni Sessanta per l’avvio della battaglia in nome del divorzio: con il progetto di legge del socialista Loris Fortuna, le manifestazioni dei radicali, la Lega italiana per l’istituzione del divorzio. Écosì si arriva alla svolta, al dicembre 1970 quando radicali, socialisti, comunisti, liberali e repubblicani approvarono la legge; contrari la Dc e il Msi. Ma anche allora la strada fu tortuosa. L’Italia cattolica, antidivorzista, chiese il referendum: il 12 maggio 1974, l’87,7% degli italiani andò al voto per scegliere se abrogare o meno la legge Fortuna-Baslini; grazie a quasi il 60% dei no, restò in vigore. Arriva, poi, la prima forma di divorzio breve, con la riforma nel 1987 e con i tempi del divorzio che passano dai 5 ai 3 anni. Oggi l’ulteriore grande passo, in attesa del divorzio immediato, stralciato dal Ddl, e del riconoscimento degli altri diritti civili che l’Italia ancora aspetta.

Link: http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/04/21/divorzio-breve_353acfa8-8b25-4418-b6dc-64767ea18a35.html

Tradotto con Google

After more than 40 years Italy enacts a breakthrough on divorce. After battles, ostracism, referrals, you shorten the time for those who want to end their marriage. Italy, thanks to the vote in the House in which there was a strong consensus (398 yes, 28 no and 6 abstentions) has her divorce soon. Which means you will no longer need 3 years to say goodbye, as envisaged by the reform of the law-Baslini Fortuna, but only six months, if the separation is consensual, and up to one year if you decide to go to court. “Another commitment maintained. Next, is the #voltabuona,” the Prime Minister Matteo Renzi in a tweet. Satisfaction with the two speakers of the bill, Luca D’Alessandro (Fi) and Alessia Morani (Pd) (“politics of the facts, not words”). The concerns are not missed. Some, like some members of the League, has called into question the lack of protection of children, who, like some deputy Ap, Fi and FDI, the danger that the short time they can affect the stability of the family. The law passed by the House contains many new features. The times, first. Until now the dissolution or termination of the civil effects of marriage could be asked by one of the spouses no earlier than three years of separation. With divorce short term drops to 12 months for judicial separation and 6 months for that consensus, regardless of the presence or absence of children. News, then, the community property that melts when the judge authorizes the spouses to live separately or at the time of signing the separation agreement; first was achieved only with the passage of the final judgment of separation. Finally there is the immediate application: the divorce will soon be operational for the ongoing proceedings. It was not at all easy to get to this point. And to think that in 1800 the Code Napoleon already allowed to dissolve civil marriages, (but needed the consent of their parents and grandparents). But with a united Italy, divorce was a taboo: In 1902 it was approved a government directive Zanardelli which provided the divorce only in cases of adultery, injury to a spouse, serious sentences. So you have to get to the second half of the sixties for the start of the battle in the name of divorce: the draft law of socialist Loris Fortuna, the manifestations of the radicals, the Italian League for the institution of divorce. This is also true you get to the turn, to December 1970, when radicals, socialists, communists, liberals and Republicans approved of the law; against the DC and the MSI. But even then the road was tortuous. Italy Catholic, anti-divorce, said the referendum: May 12, 1974, 87.7% of Italians went to vote to choose whether or not to repeal the law Fortuna-Baslini; thanks to nearly 60% of the no, remained in force. It comes, then, the first form of quick divorce, with the reform in 1987 and the schedule of the divorce that pass from 5 to 3 years. Today the further big step, waiting for the divorce immediately, excerpted from the draft bill, and recognition of the other civil rights that Italy still waiting.

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