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Parliamo di: Il vocabolario della crisi

di Simona Santoni

vocabolario crisi

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Come durante le Olimpiadi invernali di Torino 2006 a un tratto ci siamo riscoperti tutti esperti di curling, parlando tra amici di stone e sweeping, in questi tempi di crisi – volente o nolente – ci troviamo invece a maneggiare o a subire con (quasi) disinvoltura termini da perfetti economisti. Ma perché la disinvoltura sia totale, ecco un breve dizionario della crisi, per destreggiarsi tra questi paroloni fino a poco tempo fa più o meno ignoti.

Agenzie di rating. Fitch, Moody’s, Standard & Poor’s… In questi giorni ricorrono in continuazione questi nomi che potrebbero sembrare delle marche di moda di tendenza. Sono invece le temibili agenzie di rating, che recentemente tanto si accaniscono contro l’Europa e l’Italia. Si tratta di istituti di ricerca internazionali che danno dei “rating”, dei voti, circa la solidità e la solvibilità di una società o un ente che emetta titoli sul mercato. Vedi quindi l’Italia che emette Buoni del tesoro: il 13 gennaio è stata declassata a BBB+ (il massimo voto è AAA, il minimo assolutamente da evitare è D come default). BBB+, ovvero: investistori, state all’erta nel comprare titoli italiani visto che l’Italia ha un’affidabilità media inferiore.

Bond, Bund. Niente a che vedere con James agente 007 e suo cugino tedesco. “Bond” è il termine inglese a volte usato come sinonimo di obbligazione finanziaria, e si può quindi riferire ai titoli di stato emessi da Italia o Francia o altri Paesi per reperire liquidità, dando a chi acquista bond un diritto al rimborso alla scadenza, più un interesse calcolato sulla somma. I “bund” di cui tanto si parla in questo periodo sono gli equivalenti tedeschi, attualmente tra i più sicuri. I titoli italiani quindi ora rendono molto di più dei colleghi tedeschi, ma non è un buon segno: in finanza più si può guadagnare, più si rischia.

Credit crunch. In italiano sarebbe “stretta del credito”. Come evoca il suono non è niente di positivo per l’economia: le banche faticano a finanziarsi sul mercato e per questo diventano più selettive riducendo significativamente l’offerta di credito, il prestito di denaro, e le imprese e le famiglie restano di conseguenza senza sostegno per i loro investimenti.

Default. Tembilissimo, in italiano si traduce con “insolvenza”. È il fallimento per un Paese (e per la Grecia è sempre più vicino), un vero incubo per i creditori. Si verifica quando un’emittente non è capace di rispettare le regole del finanziamento, di onorare il debito contratto, su cui si tira sopra una linea di penna. Caio aveva un credito verso Tizio? Ora non c’è più, annullato. Molti italiani ricorderanno amaramente il default argentino e i soldi persi in investimenti oltreoceano.

Efsf. La sigla si scioglie in European Financial Stability Facility (Fondo europeo di stabilità finanziaria), che giornalisticamente si preferisce chiamare più semplicemente Fondo salva-stati. Costituito nel 2010 dai ventisette stati membri dell’Unione Europea, in seguito alla crisi economica del 2008-2010, ha il fine di aiutare finanziariamente gli stati membri, preservando la stabilità finanziaria dell’Eurozona in caso di difficoltà economica. Attualmente il Fondo ha già usato 440 miliardi di euro per aiutare Grecia, Portogallo e Irlanda. E l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha colpito recentemente declassandolo da AAA (assoluta affidabilità) a AA+ (affidabilità molto grande).

Spread. È il mantra indiscusso di questa crisi. Dall’inglese letteralmente si traduce con “larghezza”, “apertura”, quindi “forbice”, “divario”. E proprio nel senso di “divario” viene utilizzato oggi, per indicare la differenza di affidabilità tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi (anche se il termine si può applicare a diverse coppie di valori paragonabili). Di questi tempi lo spread, il divario, assume valori altissimi, sopra i 400 punti, che fanno fuggire gli investitatori dai titoli italiani.

 

Translated with Google Translate

As during the Winter Olympics in Turin in 2006 of a sudden we have rediscovered all experts curling, talking to friends and sweeping stone, in these times of crisis – like it or not – we are instead to handle or face with (almost) effortlessly terms economists from perfect. But because the ease and total here is a quick translation of the crisis, to juggle these big words until recently more or less unknown.

Rating agencies. Fitch, Moody’s, Standard & Poor’s … These days occur in continuation of these names that may seem brands of fashion trends. Are the dreaded ratings agencies, which recently got excited so much against Europe and Italy. It is international research institutes that give the “rating” of the votes, the soundness and solvency of a company or entity that issues securities on the market. See then Italy issuing Treasury bills: January 13 has been downgraded to BBB + (the highest rating is AAA, the minimum must be avoided is D by default). BBB +, namely: investistori, be on the lookout in buying Italian bonds since Italy has a reliability grade.

Bond, Bund. Nothing to do with James Agent 007 and his German cousin. “Bond” is the term sometimes used as a synonym for financial obligation, and you can then refer to bonds issued by Italy or France or other countries to obtain liquidity, giving buyers the right to refund a bond to maturity, more interest calculated on the amount. The “bund” of which so much is said in this period are the German equivalent, which is currently among the most secure. Italian titles so now make much more than German colleagues, but it is not a good sign in finance more than you earn, the more you risk.

Credit crunch. In Italian it would be “credit crunch”. How evokes the sound is not anything positive for the economy: banks are struggling to finance itself on the market and therefore become more selective significantly reducing the supply of credit, borrowing money, and businesses and households remain without consequence support for their investments.

Default. Tembilissimo in Italian translates as “insolvency”. It is the failure of a country (and Greece is closer), a true nightmare for lenders. Occurs when a station is not able to comply with the rules of the loan, to pay the debt contract, which pulls on a line of pen. Gaius had a receivable from Tom? Now it’s gone, canceled. Many Italians will remember bitterly the Argentine default and lost money in investments overseas.

EFSF. The symbol dissolves in the European Financial Stability Facility (European Financial Stability Facility), which journalistically you prefer to call simply Fund-saving states. Founded in 2010 by twenty-seven EU member states, following the economic crisis of 2008-2010, aims to financially assist member states, preserving the financial stability of the Eurozone in the event of financial difficulty. Currently, the Fund has used € 440 billion to help Greece, Portugal and Ireland. And the rating agency Standard & Poor’s recently hit declassandolo from AAA (absolute reliability) to AA + (very high reliability).

Spread. It is the undisputed mantra of this crisis. English literally translates as “width”, “open”, then “scissors”, “gap.” And just in the sense of “gap” is used today to indicate the difference in reliability between Italian government bonds and those German (although the term can be applied to different pairs of values ​​comparable). these days the spread, the gap becomes very high values, above 400 points, which are run by the investitatori Italian titles.

 

Fonte – www.donnamoderna.com

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