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Scienze: La creatura che ingoia il Dna altrui

Mangia i geni per resistere alla disidratazione.

I rotiferi bdelloidei ingoiano il Dna di altri organismi (fonte: Kent Loeffler, Kathie T. Hodge, Chris Wilson)

I rotiferi bdelloidei ingoiano il Dna di altri organismi (fonte: Kent Loeffler, Kathie T. Hodge, Chris Wilson)

Per sopravvivere si può fare di tutto, anche ingoiare il Dna dei ‘vicini’. E’ il caso di alcuni minuscoli invertebrati che vivono nei corsi d’acqua, i rotiferi bdelloidei, creature asessuate che da oltre 80 milioni di anni riescono a riprodursi senza maschi. Tra i geni attivi nel loro Dna, addirittura uno su dieci deriverebbe da altri organismi quali batteri, funghi e alghe, e si accenderebbe in condizioni estreme per favorire la sopravvivenza in caso di disidratazione. Lo rivela uno studio britannico dell’università di Cambridge e dell’Imperial College di Londra pubblicato sulla rivista Plos Genetics.

”Siamo rimasti sorpresi quando abbiamo scoperto che quasi il 10% dei geni attivi nei bdelloidei sono esogeni, cosa che rende ancora più strane queste bizzarre creature”, spiega il coordinatore dello studio, Alan Tunnacliffe, dell’università di Cambridge. ”Non sappiamo come avvenga il trasferimento dei geni – aggiunge – ma probabilmente si deve all’ingestione del Dna contenuto nei residui organici di cui è pieno il loro habitat: i bdelloidei mangiano tutto quello che è più piccolo delle loro teste”.

Dalle analisi è emerso che i geni ingurgitati dai rotiferi non appartengono ad altri animali, bensì a microrganismi come batteri, funghi e alghe. Una volta adattati al nuovo organismo, questi geni si accenderebbero in condizioni estreme, ad esempio quando i rotiferi sono costretti a disidratarsi per sopravvivere (anche per anni) al disseccamento delle pozze d’acqua in cui vivono.

”Altre ricerche hanno dimostrato che i bdelloidei contengono potenti antiossidanti che li proteggono dall’azione delle sostanze tossiche che si producono durante la disidratazione”, spiega Tunnacliffe. ”Questi antiossidanti non sono ancora stati ben identificati, ma pensiamo che alcuni di loro derivino proprio dai geni degli altri organismi”.

Translated with Google Translate

To survive, you can do anything, even swallow the DNA of the ‘neighbors’. It ‘s the case of some tiny invertebrates that live in rivers, bdelloidei rotifers, asexual creatures for over 80 million years can reproduce without males. Among the active genes in their DNA, even one in ten would come from other organisms such as bacteria, fungi and algae, and be kindled in extreme conditions to enhance survival in case of dehydration. This was revealed by a British study from the University of Cambridge and Imperial College London published in the journal PLoS Genetics.

” We were surprised when we found out that almost 10% of the genes active in bdelloidei are exogenous, which makes it even more strange these bizarre creatures,” said the study coordinator, Alan Tunnacliffe, University of Cambridge. ” We do not know how it happens, the transfer of genes – he adds – but you probably want to ingestion of the DNA contained in organic residues that fill their habitat: the bdelloidei eat everything that is smaller than their heads.”

The analysis showed that genes swallowed by rotifers do not belong to other animals, but to microorganisms such as bacteria, fungi and algae. Once adapted to the new body, these genes accenderebbero in extreme conditions, such as when the rotifers are forced to dehydrate to survive (even years) the drying pools of water in which they live.

” Other research has shown that bdelloidei contain powerful antioxidants that protect them from the action of toxic substances that are produced during dehydration,” said Tunnacliffe. ” These antioxidants have not yet been clearly identified, but we think that some of them derive their genes from other organisms.”

Fonte – Ansa.it

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