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La stella che visse due volte

Abell 30 è una stella morente, ma ha ricominciato a brillare

La stella Abell 30 che ha ripreso a brillare (Fonte: ESA/XMM-Newton; NSF/NOAO/KPNO; NASA/CXC/IAA-CSIC/M. Guerrero et al; NASA/STScI)

La stella Abell 30 che ha ripreso a brillare (Fonte: ESA/XMM-Newton; NSF/NOAO/KPNO; NASA/CXC/IAA-CSIC/M. Guerrero et al; NASA/STScI)

Una stella morente chiamata Abell 30 è rinata brevemente dalle sue ceneri in un repentino luccichio, dopo aver scagliato i suoi gusci gassosi nello spazio, imitando il possibile destino del nostro Sistema Solare fra qualche miliardo di anni.

Distante 5.500 anni luce dalla Terra, la stella ‘risorta’ è simile al Sole ed la sua rinascita è visibile grazie al mosaico di immagini ottenute dai telescopi spaziali Hubble, gestito da Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa), XMM-Newton dell’Esa e Chandra della Nasa.

Abell 30 è una stella giunta alla fine dellla sua vita e trasformata quindi in gigante rossa (o nebulosa planetaria) formata da spessi gusci di materiale stellare scagliati nello spazio. Si trasformano in oggetti come questi le stelle simili al Sole nel momento in cui arrivano alla fine della loro vita ed espellono i gusci esterni.
Il nucleo denudato e i gusci espulsi della stella brillano di luce ultravioletta, con la conseguenza che queste stelle morenti sembrano complesse opere d’arte. Ai telescopi ottici, invece, gli oggetti appaiono come gusci quasi sferici di materiale incandescente in espansione.

Abell 30 ha conosciuto il suo primo incontro con la morte 12.500 anni fa, quando il suo guscio esterno è stato strappato via da un denso e lento vento stellare. Poi, circa 850 anni fa, la stella improvvisamente è tornata in vita, probabilmente a causa di materiali ricchi di elio e carbonio che hanno ricominciato a bruciare. Il guscio esterno della stella si è brevemente ampliato, durante questo episodio, ma poi si è contratto di nuovo nel giro di 20 anni.

Ciò ha avuto l’effetto di accelerare il vento dalla stella fino alla sua velocità attuale, di oltre 14 milioni di chilometri orari. Il vento stellare bombarda i grumi densi di materiale e l’immagine inviata dai telescopi spaziali indica quale potrebbe essere il destino della Terra e degli altri pianeti del Sistema Solare fra qualche miliardo di anni.

Translated with Google Translate

A dying star called Abell 30 is briefly reborn from its ashes in a sudden gleam, after having launched its gaseous shells into space, mimicking the possible fate of our solar system in a few billion years.

5500 years light away from Earth, the star ‘resurrected’ is similar to the Sun and its revival is visible through the mosaic of images obtained by the Hubble space telescope, operated by NASA and the European Space Agency (ESA), ESA’s XMM-Newton and NASA’s Chandra.

Abell 30 is a star come to an end dellla his life and then transformed into a red giant (or planetary nebula) formed by thick shells of stellar material thrown into space. Are transformed into objects such as the Sun-like stars when they reach the end of their lives and expel the outer shells.
The core shells stripped and expelled the star shine ultraviolet light, with the result that these dying stars seem complex works of art. With optical telescopes, however, the objects appear as roughly spherical shells of glowing material in expansion.

Abell 30 has experienced its first encounter with death 12,500 years ago, when its outer shell was ripped off by a dense and slow stellar wind. Then, about 850 years ago, the star suddenly came back to life, probably due to helium and carbon-rich materials that have started to burn. The outer shell of the star is briefly expanded during this episode, but then shrank again in 20 years.

This had the effect of accelerating the wind from the star to its current rate, more than 14 million kilometers per hour. The stellar wind bombards the dense clumps of material and the image sent from space telescopes shows what could be the fate of Earth and the other planets of the solar system in a few billion years.

 

Fonte – Ansa.it

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