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"il silenzio è d'oro, la parola d'argento"

Libro del Sabato

‘Tutte le volte che ce l’abbiamo fatta’

di Mario Sechi

Mario Sechi

di Michele Cassano

Gli italiani non sono mai saliti sul cavallo bianco, piuttosto che affrontare la battaglia armi in pugno, preferiscono pensarci su e andare al mare.

Nonostante cio’ alla fine ce l’hanno sempre fatta. E’ una professione di ottimismo quella che Mario Sechi, 44 anni, direttore del Tempo, fa in un saggio, ricco di citazioni, che ripercorre duecento anni di storia. Il linguaggio del libro, presentato oggi alla Biblioteca Rispoli di Roma, e’ quello del giornalista immerso nell’oggi, abituato a parlare nei talk televisivi. Tanti dialoghi e neologismi. E soprattutto opinioni nette, che possono anche non piacere, frutto di un percorso professionale che lo ha visto giovane vicedirettore di Panorama, Libero, Il Giornale e direttore dell’Unione Sarda, nella sua terra. Risorgimento e fascismo – sostiene Sechi – sono state ”le nostre due grandi narrazioni collettive”. Le storie di Camillo Benso di Cavour e Benito Mussolini sono le chiavi per capire la contemporaneita’, perche’ da quelle parabole si possono trarre grandi lezioni, soprattutto ora che l’Italia ”e’ giunta alla fine di un altro ventennio”. Siamo di fronte ad un pandemia globale e la reazione alla crisi economica e’ sbagliata, perche’ non fa che rendere piu’ poveri i cittadini, mentre, secondo l’autore, serve una risposta filosofica, culturale. Occorre recuperare la memoria, come ha fatto Roberto Benigni che – lui si’ – sul cavallo bianco ci e’ salito e ha ricordato nel suo ingresso all’Ariston di Sanremo gli eroi del Risorgimento nell’esegesi dell’Inno di Mameli. Che gli italiani ce l’abbiano fatta in tante occasioni, il direttore del Tempo lo ricorda in un viaggio dalla nascita della nazione ai giorni nostri, tra le storie di connazionali che hanno avuto successo in diversi campi. Nella letteratura Collodi e Manzoni, nella moda le sorelle Fontana, nella scienza Enrico Fermi, Guglielmo Marconi, Antonio Meucci e Giulio Natta, nello sport Pietro Mennea e Vittorio Pozzo, nella musica Domenico Modugno e Riccardo Muti, nel cinema Federico Fellini e Alberto Sordi. Nell’economia la scelta (coraggiosa visto il momento storico) di Sechi va su Sergio Marchionne, definito come ”la dinamite piazzata sul sistema industriale del Paese”. L’autore cita anche De Gasperi, attento a non buttare le intuizioni del fascismo e a mitigare la carica rivoluzionaria del Pci, e il carattere forte di Bettino Craxi, vissuto in anni in cui ”non era piu’ possibile immaginare la grande impresa di un sol uomo”. Quegli uomini e donne – secondo Sechi – sono i fari di un paese che ha inventato il Risorgimento, e’ stato protagonista del boom economico nel dopoguerra, ha sconfitto il terrorismo.

Ora pero’ l’Italia e’ ferma, vittima di una percezione distorta della realta’, di una ”fiction mammona e piagnona”, dei professionisti anti-tutto, contro Berlusconi, contro Prodi, contro i tecnici. Vittima del ”peggiorismo” – dice il giornalista -, che finisce con l’essere un alibi per chi non trova possibilita’ di riscatto. ”L’Italia dagli anni Sessanta in poi – scrive Sechi – ha buttato via la grande occasione per essere leader nei settori che pesano sull’economia”. Il punto di arrivo, dopo il terremoto Mani Pulite e la crisi della politica dell’oggi, e’ drammatico. Di fronte a ”una gerontocrazia inamovibile” che ha chiuso la competizione sociale, il sognatore di oggi resta ”ammollo in una vasca di nichilismo”. Quando mette la testa fuori dal mondo virtuale di videogiochi e social network non sa piu’ cosa fare. Eppure una strada c’e’: basta fare gli italiani.

Si puo’ ripetere il miracolo del dopoguerra, ma tocca al singolo uscire dalla palude. Se si ha studiato una materia che non da’ sbocchi lavorativi, inutile insistere. ”Il segreto – avverte l’autore – e’ alimentare la fantasia, avere il coraggio di rimettersi in gioco, sempre”.

Translated with Google Translate

Michele Cassano

Italians have never got on the white horse, rather than face the battle weapons in hand, prefer to think about it and go to the beach.

Despite that ‘in the end we have always done. It ‘a profession of optimism that Mario Sechi, 44, director of the time, it makes a wise man, full of quotations, which covers two hundred years of history. The language of the book, presented today at the Library Rispoli of Rome, ‘the journalist immersed in today, used to talk on talk television. Many dialogues and neologisms. And above all, strong opinions, which may not like the result of a career that has seen him young deputy editor of Panorama, Libero, Il Giornale and director of the Sarda, in his land. Risorgimento and Fascism – supports Sechi – were our two grand narratives” collective”. The stories of Camillo Benso di Cavour and Benito Mussolini are the keys to understanding the contemporary times, ‘cause those parables we can draw important lessons, especially now that Italy” and’ come to an end for another twenty years.” We are facing a global pandemic and the reaction to the economic crisis and ‘wrong,’ cause that does not make more ‘poor citizens, while, according to the author, is a philosophical answer, cultural. Necessary to recover the memory, as did Roberto Benigni – he ‘- the white horse there and’ rose and said in his entry Ariston in Sanremo the heroes of the Risorgimento exegesis of Mameli Hymn. That the Italians have it done there on many occasions, the director of Time reminds us on a journey from the birth of the nation to the present day, including the stories of Italians who have been successful in various fields. In the literature Collodi and Manzoni, the Fontana sisters in fashion, science Enrico Fermi, Guglielmo Marconi, Antonio Meucci and Giulio Natta, sports Pietro Mennea and Vittorio Pozzo, music Domenico Modugno and Riccardo Muti, film director Federico Fellini and Alberto Sordi. Economy the choice (see the bold historical moment) of Sechi goes on Sergio Marchionne, defined as” the dynamite placed on the industrial system of the country.” The author also cites De Gasperi, careful not to throw the insights of fascism and mitigate the revolutionary of the Communist Party, and the strong character of Bettino Craxi, who lived at a time when” was no longer ‘can imagine the great undertaking of a one man.” Those men and women – according to Sechi – are the headlights of a country that invented the Risorgimento, and ‘was the protagonist of the economic boom after the war, defeated terrorism.

But now ‘Italy and’ stop, the victim of a distorted perception of reality ‘, a” fiction” mammon, moaning, professional anti-everything, against Berlusconi, Prodi against, against the engineers. Victim of peggiorismo”” – said the journalist – who ends up being an excuse for those who find no possibility ‘of redemption. ” Italy from the sixties onwards – writes Sechi – threw away a great opportunity to be a leader in the areas that weigh on the economy.” The arrival point, after the earthquake Clean Hands and the political crisis of today, and ‘dramatic. In the face of a gerontocracy” immovable” which closed social competition, the dreamer of today” remains soaking in a tub of nihilism.” He puts his head out of the virtual world of video games and social networks does not know more ‘what to do. Yet there is a way ‘: just do the Italians.

You can ‘repeat the miracle of the postwar period, but it is up to the individual out of the swamp. If you have studied a subject that is not from ‘job opportunities, no need to dwell. ” The secret – the author warns – and ‘feed the imagination, have the courage to get back in the game, always.”

Fonte – Ansa.it

Pmd-group Srl

 

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Un pensiero su “Libro del Sabato

  1. You are my aspiration , I possess few blogs and often run out from to brand.

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