dove come quando

"il silenzio è d'oro, la parola d'argento"

Congresso Usa spaccato, per Obama incubo paralisi.

Ai repubblicani maggioranza alla Camera, Senato ai democratici

Obama

Obama

di Stefano de Paolis

BOSTON Nel discorso della vittoria, Barack Obama ha affermato che grazie al successo ottenuto torna ora alla Casa Bianca “più determinato e più ispirato di prima”. Ma come prima si troverà a dover fare i conti con un Congresso che rimane spaccato, ovvero con i repubblicani che hanno la maggioranza alla Camera e i democratici al Senato. Una condizione tradizionalmente definita da ‘anatra zoppa’.

Forse per questo tra le sue prime mosse dopo la rielezione c’é stata proprio una telefonata ai leader del congresso, per lanciare l’invito a “trovare soluzioni bipartisan” sulle questioni più scottanti come la riduzione del deficit, l’abbassamento delle tasse e la creazione di posti di lavoro. Un appello alla collaborazione di fronte a quelli che si profilano come altri anni difficili, di lotte per l’approvazione di ogni misura. A partire dal cosiddetto ‘fiscal cliff’, il nodo tasse-spesa, la vera prima sfida per Barack Obama. In un discorso la notte scorsa, subito dopo la diffusione dei risultati, lo speaker della camera John Boehner ha affermato che “con il loro voto, gli americani hanno rinnovato la maggioranza repubblicana alla camera, affermando di volere le soluzioni proposte dai repubblicani”.

E ha quindi detto di essere pronto a lavorare “con qualsiasi partner”, ma ha anche ammonito che continuerà a combattere contro qualsiasi aumento delle tasse, perché con il loro voto, ha detto, “gli elettori hanno chiarito che non le vogliono”. A sua volta, il leader dei democratici al Senato Harry Reid ha in mattinata lanciato un appello alla cooperazione, proprio a partire dalla questione del deficit del bilancio federale e delle tasse. Un cambiamento di clima, ha affermato, “é estremamente importante”.

La buona notizia per i democratici sul fronte del Congresso é la vittoria di Elizabeth Warren, economista di Harvard, che ha riconquistato il seggio al Senato per il Massachussetts che fu di Ted Kennedy e che dopo la sua morte, due anni fa, venne conquistato dal repubblicano Scott Brown. Ma andare avanti sarà comunque complicato. In molti sistemi europei un capo di governo senza maggioranza parlamentare non sarebbe in grado di governare. Gli Usa però hanno un sistema presidenziale puro, in cui il leader dell’esecutivo, eletto direttamente dal corpo elettorale, non dipende da un voto di fiducia di Capitol Hill. Inoltre, con il sistema del voto di ‘mezzo termine’, cioé del test elettorale a metà mandato, capita spesso che un presidente venga punito e sia quindi costretto a governare la seconda metà del quadriennio senza l’appoggio del Campidoglio.

Maggioranze diverse impongono ovviamente uno sforzo di mediazione ulteriore. Ma è proprio questo il problema, afferma parlando con l’ANSA il professor Andrew Horn, docente alla Law School dell’università di Harvard. I parlamentari “non riescono o non vogliono trovare compromessi. Anche quando è loro interesse”. Dicendosi felice della rielezione di Barack Obama, sottolinea che però “il problema non è la Casa Bianca, ma il Congresso. Un Congresso in cui poco o nulla è cambiato rispetto agli ultimi anni, vuol dire paralisi”.

 

Translated with Google Translation

by Stefano de Paolis

BOSTON – In victory speech, Barack Obama said that thanks to the success is now returning to the White House “more determined and more inspired than before.” But first you will have to deal with a Congress that is split, ie the Republicans have the majority in the House and Senate Democrats. A condition traditionally defined as ‘lame duck’.

Maybe that’s why in his first moves after the re-election there was just a phone call to the leaders of Congress to launch the invitation to “bipartisan solutions” on the most burning issues such as reducing the deficit, lowering taxes and the creation of jobs. A call for collaboration in the face of those who are ahead as more difficult years of struggle for the approval of each measure. From the so-called ‘fiscal cliff’, the node-taxes expense, the first real challenge for Barack Obama. In a speech last night, shortly after the dissemination of the results, the speaker of the camera John Boehner said that “with their votes, Americans have renewed the Republican majority in the room, saying they want the solutions proposed by the Republicans.”

He then said to be ready to work “with any partner,” but he also warned that continue to fight against any tax increase, because with their vote, he said, “the voters have made it clear that they want.” In turn, the leader of the Senate Democrats Harry Reid this morning launched an appeal for cooperation, starting from the question of the federal budget deficit and taxes. A change of climate, he said, “is extremely important.”

The good news for Democrats on the front of the Congress is the victory of Elizabeth Warren, an economist at Harvard University, who won back the Senate seat for Massachusetts that was Ted Kennedy and that after his death, two years ago, was conquered by the Republican Scott Brown. But going forward will still be complicated. In many systems, European head of government without a parliamentary majority would not be able to govern. The U.S., however, have a pure presidential system, in which the leader of the executive, elected directly by the electorate, not dependent on a vote of confidence from Capitol Hill. In addition, with the voting system ‘half term’, ie the test in mid-term elections, it often happens that a president should be punished and is forced to rule the second half of the four-year period without the support of the Capitol.

Require different majorities obviously an effort to further mediation. But this is precisely the problem, he talking ANSA Professor Andrew Horn, a professor at the Law School of Harvard University. The parliamentarians “can not or do not want to find compromises. Even when it is their interest.” Saying he was happy with the re-election of Barack Obama, however, points out that “the problem is not the White House, but Congress. A Congress in which little or nothing has changed over the past few years, it means paralysis.”

Fonte – Ansa.it

Pmd-group Srl

Navigazione ad articolo singolo

Un pensiero su “Congresso Usa spaccato, per Obama incubo paralisi.

  1. That is the fitting blog for anybody who desires to find out about this topic. You realize so much its nearly exhausting to argue with you (not that I truly would need…HaHa). You undoubtedly put a new spin on a subject thats been written about for years. Nice stuff, simply nice!

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: